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Archive for maggio 2016

Risultati immagini per bandiere panamensi

Anche questo è il mio tempo dove

garrisce al sole dei tropici la libertà

di pochi – bandiere panamensi che strangolano

il vento, aste milionarie bandite su cimiteri di

nuche disossate spolpate vertebre mani

spezzate:  danzando le insulta senza posa

una grandine allegra di monete

d’oro e d’argento.

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Risultati immagini per legge 107

Leggo qua e là che diversi miei colleghi (tra loro il mio amico Massimo Rossi (https://profrossi.wordpress.com/2016/04/30/la-buona-scuola-si-sta-rivelando-un-fallimento/) riconoscono solo adesso i disastri che la legge 107 (la cosiddetta Buona scuola) sta infliggendo alla nostra scuola. Meglio tardi che mai, ovviamente. Ma non erano disastri difficili da prevedere. Già un servizio televisivo di Riccardo Iacona lo aveva a suo tempo ben previsto e dimostrato more geometrico (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b2f6d908-a308-4af1-a2f5-78c6812d86f7.html). E le aperture di credito erano davvero male indirizzate. Un conto è infatti la prudente astensione da giudizi prematuri, un conto l’ingenuità di fronte al costante, evidente accanimento contro la scuola dei marpioni della nostra politica.

Vediamo come stanno le cose almeno su tre punti fondamentali:

1) Il bonus per i ‘meritevoli’: come pensare che avrebbe potuto essere applicato virtuosamente? In una scuola che, di fronte a tagli massicci di fondi aggiuntivi di istituto, non ha mai minimamente rinunciato (più per amore che per forza) alla miriade di attività extra più e meno utili, è ovvio che si cerchi in qualche modo di dirottare i soldi del bonus sui prof che continuano a fare quelle attività. Se si fatica (anche in qualcosa di inessenziale) bisogna giustamente essere ricompensati. A poco serve lamentarsi che così si tradisce lo spirito meritocratico della legge. Sono il primo a dire (e da sempre lo dico) che la qualità del lavoro in classe vale molto, molto di più dell’impegno in tremila attività promozionali, organizzative o integrative. Ma intanto bisognerebbe capire (e io ci ho rinunciato) come si fa a valutare bene la qualità del lavoro in classe senza cadere in pericolosi arbitri. E poi se i fondi aggiuntivi per quelle attività extra non ci sono più, giocoforza bisognerà impropriamente attingere a quelli stanziati per il bonus. È una scelta obbligata dalle misure studiatamente contraddittorie del governo oltre che dalla tendenza persistente e insopprimibile della scuola ‘autonoma’ a spendere per autopromuoversi.

2) L’alternanza scuola-lavoro (ASL): per i licei è un massacro; un sacrificio cruento consumato sull’altare delle pretese di banche e confindustria. Da sempre queste ultime reclamano da governi loro amici riforme scolastiche che catechizzino gli studenti alla dottrina aziendalistica e investano su di una formazione puramente tecnicistica e funzionale ai soli loro interessi. Adesso con la nuova legge hanno ottenuto che studenti di liceo (ragazzi destinati cioè a lunghi e teorici studi universitari) perdano – tra il terzo e il quarto anno – 200 (duecento!) ore del loro studio curricolare (scolastico e domestico) per seguire progetti sulla storia e l’attualità dell’industria, dell’artigianato ecc. oltre che per fare degli stage in varie aziende. Contemporaneamente il ministro annuncia proprio in questi giorni che le scuole rimarranno aperte anche d’estate per ospitare attività alternative e ricreative (leggi: per l’assistenza di minorenni che creerebbero problemi ai genitori); tutto questo significa che la scuola come istruzione e formazione è un organismo destinato, per l’effetto concentrico di questi interventi dissennati che durano da decenni, a una morte imminente, devastato ormai com’è dalla metastasi di quella che io chiamo l’Antiscuola: vale a dire da tutte quelle attività create ad hoc per paralizzarla dall’interno e dall’esterno, impedendole di funzionare fisiologicamente.

3) gli insegnanti assunti per il potenziamento: pareva all’inizio una benedizione per i più anziani avere accanto dei giovani entusiasti ed energici che potessero assumersi parte delle classi troppo numerose, attività sensate di recupero e di integrazione, supplenze… Invece alcuni di loro non sono per niente distribuiti né utilizzati come si dovrebbe: spesso sono parcheggiati in sala insegnanti ad aspettare di sostituire qualcuno assente; pare – a quanto mi risulta – che non possano per legge neanche avere supplenze lunghe nell’istituto cui sono stati assegnati (alla faccia del principio tanto sbandierato dal governo del superamento del precariato!); il prossimo anno saranno in gran parte spostati in altra sede, dove cioè si libereranno cattedre. Perché – diciamocela chiara – questa assunzione straordinaria è stata una ennesima operazione elettorale oltre che un debito assolto una tantum verso le normative europee sul precariato: tutti questi insegnanti più giovani (in realtà molti di loro sono quarantenni e insegnano già da anni come precari) saranno tutti riassorbiti – come è giusto – entro due o tre anni nei ruoli e l’organico del potenziamento si dileguerà. Ma di qui a una decina d’anni almeno i giovani neolaureati che entreranno per concorso nella scuola saranno rari come mosche bianche. D’altro canto già adesso la media anagrafica degli insegnanti di ruolo supera abbondantemente il mezzo secolo…

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Lo specchio dell'uomo. Frammenti greci sul vino

Con piacere segnalo l’uscita recente e l’imminente presentazione (a Recanati, Caffé Libreria Passepartout, Venerdì 6 Maggio alle 21,30) dell’antologia di poeti simposiali greci Lo specchio dell’uomo, edita da Armillaria e curata da Stella Sacchini. A questo volumetto ho partecipato con una breve introduzione storico-culturale sul simposio. La traduzione dei testi, nuova ed elegante, è della stessa Stella Sacchini. Chiude il libro un racconto inedito di Adriàn Bravi.

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