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Archive for febbraio 2011

DISARMONIA DELLA SERA

Absidi dismesse, ironiche,
mi scrutano da un angolo
semibuio gli incavi flosci
delle scarpe scolpiti
dalle ossa dei piedi; dal letto
mi irridono sbocconcellati

foglietti scivolati dal rovescio
di una tasca, appuntamenti
mancati, ricette mediche

scadute; un pullover
anchilosato, mollemente
crocifisso alla sua gruccia,

stilla da un polsino
liso una turbolenta
fuga
di pensieri: atomi di spossata

ruggine zampillano
nella lama di luce
sghemba dell’abatjour.

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UN VANTAGGIO INCOLMABILE

Il disonesto integrale non patisce tentazione alcuna di onestà e non fa perciò alcuna fatica ad essere disonesto; anzi è così compreso nella sua parte, ha così assecondato ed incarnato il suo istinto che non riesce più nemmeno a concepire – non dico a compiere – comportamenti onesti.
L’onesto invece porta in sé giocoforza il germe della disonestà, un cromosoma protervo e incoercibile che madre natura gli ha lasciato nel dna e che deve quotidianamente controllare e comprimere in una battaglia più faticosa ed insidiosa di quella che combatte contro i disonesti.
Tragica e fisiologica asimmetria.
Vantaggio incolmabile a favore della disonestà.
 

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Molti ritengono che chi insegna debba, se vuole interessare i giovani, occuparsi di cose che li interessano. L’affermazione è molto discutibile già sul piano logico (‘interessare con cose che già interessano’ rasenta la tautologia o il controsenso). Addirittura assurda sul piano pedagogico, se è vero che l’inversione dei ruoli, cioè l’adeguamento passivo del docente alle cosiddette ‘aspettative’ o richieste dell’alunno, non produce (come aveva ben capito il vecchio Platone) nulla di nulla, eccetto il sicuro discredito dell’insegnante.

Io credo, al contrario, che chi insegna debba, se vuole interessare i ragazzi, occuparsi soprattutto di cose che lo interessano. Interessano lui, l’insegnante. Lo interessano e lo coinvolgono, intellettualmente ed emotivamente. Perché solo così si può trasmettere qualcosa di nuovo a chi ascolta e sollecitare una crescita e un pro-gresso, cioè – etimologicamente- un passo in avanti.

Altrimenti (cioè seguendo l’affermazione iniziale) si rischia di scimmiottare penosamente i mass-media, senza rendersi conto che il loro deliberato scopo  non è educare le menti ma blandirle ed imbonirle.
Per mantenerle in perpetuo nella loro minorità.

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DUBBIO

Se uno abbaia
una cosa intelligente
annegandola in uno sciocchezzaio
si può dubitare
(senza troppo timore di sbagliare)
che la cosa intelligente
l’abbia detta (pardon, abbaiata)
per caso,

o per sbaglio.

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Se io fossi un giovane innamorato, ardente ed idealista, con un alto concetto di me stesso, e mi vedessi continuamente respinto da una ragazza per la quale spasimo, ma che passa allegramente il tempo fra le braccia di un farabutto che io detesto, non starei a prendermela col farabutto, ma mi guarderei fisicamente e metaforicamente allo specchio. Perché delle due l’una: o quella ragazza non è quella che io credo che sia e non è fatta per me; oppure io non sono (o non appaio) tanto più attraente del farabutto.

Allo stesso modo, se io fossi un militante o un dirigente di una fazione politica x di minoranza di una qualsiasi nazione democratica y e da anni non riuscissi a vincere più le elezioni perché da anni la gente sceglie al mio posto un filibustiere, non starei continuamente a piagnucolare e ad inveire come un amante deluso perché al governo siede un filibustiere, ma mi preoccuperei di capire ecc. ecc.
Perché delle due l’una: o gran parte di quel popolo che tanto amo non è quello che io credo che sia e non è fatto per me (e allora bisogna che mi rassegni al mio nobile e sterile ruolo di oppositore o che, magari, prenda la via dell’esilio), oppure io non sono (o non appaio) più attraente né più affidabile del filibustiere.

Anzi, devo avere il coraggio di immaginare (anche se questo mi dà qualche brivido di orrore alla schiena ) che parecchia gente pensi che io sono (addirittura!) molto peggiore di lui.

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