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Archive for novembre 2016

Risultati immagini per ovidio a Tomi

C’è (ci deve essere) sempre un piacere nella lettura di testi letterari. Ma in chi li scrive non ci deve essere la preoccupazione, tanto meno l’ossessione, di compiacere chi leggerà. Scrivendo, uno scrittore autentico compiace principalmente se stesso. Quello che compie è un atto gratuito, doveroso e liberatorio. Se si scrive pensando soprattutto al gradimento del lettore non si fa letteratura autentica, ma sotto-letteratura, letteratura di genere o di intrattenimento o di propaganda. Se si scrive letteratura pensando che non si devono, scrivendo, urtare la sensibilità, le idee, la fede, gli interessi di chicchessia, allora è meglio rinunciare a scrivere. Mentendo a se stessi (non ubbidendo cioè soltanto a se stessi e alla propria, parziale ma imperativa, verità) non si scriverà mai nulla di buono e si tradirà il compito preminente della scrittura letteraria: quello di spalancare porte e di illuminare mondi, anche se quella luce dovesse essere così violenta da offendere la vista di molti.

Non esiste arte (né letteratura) senza vitalità. Può essere anche la più tetramente pessimistica, disperata e negatrice della felicità della vita, ma l’arte non può, per realizzarsi, non nutrirsi di una – anche residua, ma resistente e irriducibile – energia vitale. Leopardi docet (per chi lo sa davvero comprendere). La morte spirituale invece non crea nulla. Il povero fantasma di Ovidio, il cadavere vivente di Tomi, non poteva più poetare. E infatti le sue elegie dal Mar Nero sono (con poche eccezioni) un lamento flebile, querimonioso e monotono. Un encefalogramma piatto. Morto che si ostina a parlare. Lui stesso d’altra parte lo riconosce: Come l’onda del fango occlude i canali/ e l’acqua aggredita ristagna alla fonte, / così il mio petto è ostruito dal fango delle sventure/ e il canto fluisce da vena inaridita […] Quell’ impeto sacro che nutre il cuore dei poeti, / che prima era in me, ora è svanito. / La musa rifiuta il suo ruolo, quasi a forza /porta la pigra mano alla tavoletta. / Piccolo per non dire nullo è il piacere che provo/ scrivendo, combinando ritmi e parole. (Ep. ex Ponto, 4, 2, 15ss. – trad. di P. Fedeli, con ritocchi). Aqua, impetus, voluptas: ecco i presupposti vitali, i principi primi della poesia che a Ovidio sono venuti meno impedendogli di creare. Nihil ex nihilo. Primum vivere.

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Risultati immagini per jeans strappati uomo

Vedo tante persone indossare anche in pieno inverno gli ormai leggendari jeans con squarci e buchi a densità di groviera e de gustibus non disputo ma: primo, mi viene freddo solo a guardare; secondo, mi viene da pensare – per ipotetica analogia – a quale gusto e soprattutto a quale guadagno ci sarebbe se passeggiassimo sotto la pioggia con un ombrello nuovo bucherellato apposta prima dell’uso; o, meglio ancora, se ci comprassimo tutti una macchina sportiva bella fiammante per poi divertirci a sforacchiarne e a massacrarne a colpi di piccone e di accetta la carrozzeria, il parabrezza, i cupolini dei fanali ecc. E ci andassimo in giro così, alla prima uscita, per farci notare di più, per essere più trendy…

Scopro poi sul web che non solo questo genere di articolo impazza nella pubblicità, ma che addirittura molti video offrono istruzioni dettagliate per il “jeans strappato faidate”. Dionisiaco strapotere della moda sul grigiore del buon senso.

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Risultati immagini per monti azzurri leopardi                              
quei monti azzurri,                                                                                                                  
che di qua scopro, e che varcare un giorno                                                                                                        
io mi pensava, arcani mondi, arcana                                                                                                                     
felicità fingendo al viver mio!

Erano i monti azzurri, i luoghi ameni della mia giovinezza. Sono stati poi sempre la mèta di brevi fughe dal quotidiano, verso mille angoli di un piccolo paradiso di natura e di storia, qui a portata di mano: l’alto maceratese, Camerino, Visso, Castelluccio, Norcia. Il piccolo paradiso adesso è stato violentato. La natura si è inghiottita di colpo, con avidità brutale, la squisita civiltà con cui aveva convissuto per secoli. Ha scompigliato le tessere di un antico e delizioso mosaico. Spero che gli uomini sapranno rimetterle a posto con la tempestività, il rispetto e l’intelligenza che quei luoghi meritano. Altrimenti il mio piccolo paradiso potrebbe andare perduto per sempre.

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Se non t’arrendi alla matematica

luce dei fatti che fa cenere

di notturne elucubrazioni, allora

non ti servono a molto nuove

contorsioni o teoremi: è l’ora

di un’ambulanza psichiatrica.

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