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Archive for febbraio 2013

Facciamo due conti approssimativi sui nuovi concorsi a cattedre della scuola media: 200.000 concorrenti circa al quiz preselettivo per 150 euro di tassa procapite di ammissione al test fanno 30.000.000 (= trenta milioni di euro!)

 Ancora: 60.000 selezionati circa ammessi al TFA (Tirocinio Formativo Attivo) sborsano 2.500 euro a testa alle rispettive università per un totale di 150.000.000 (= centocinquantamilioni) di euro!

Cribbio! Ma procediamo.

Ai prof di scuola media che correggono le prove intermedie (post quiz) di accesso al TFA per le varie classi di concorso vanno 50 centesimi lordi a compito che, moltiplicati per i circa 60.000 concorrenti, fanno circa 30.000 euro (quisquilie!); ai prof di scuola media che assisteranno per mesi i tirocinanti del TFA non va neanche il becco di un quattrino.

E tutte le restanti centinaia di milioni di euro estorte ai candidati (per lo più giovani disoccupati e senza neanche la sicurezza che il successo in tutta questa estenuante trafila li porterà in cattedra) a chi andranno? Ma sì, che sciocco: andranno un po’ allo stato e parecchio alle università, in cambio di qualche  corsetto didatticologico di poche decine di ore.

Bella, ennesima trovata del potere politico della nostra baronia accademica!

Adesso forse capisco meglio come mai il ministro uscente (e rettore universitario) abbia messo tanto zelo nel bandire questi nuovi concorsi….

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MOTTI (NEO)LATINI

Vita una magistra vitae

La vita è l’unica maestra della vita

 

Cum poena nihil, sine poena nihil

Niente si ottiene con la punizione, niente senza punizione

 

Gratuita improbitas miserae solitudinis filia materque

La cattiveria gratuita è  figlia e madre di una infelice solitudine

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COLOMBO E IL DEMONE TRAGICO

Non ho mai avuto una passione particolare per la letteratura o il cinema di genere, ma ciononostante ho amato in particolare (e puntualmente rivisto in molte sue repliche) la famosa serie poliziesca Il tenente Colombo. Non solo perché gli intrecci sono quasi sempre intellettualmente intriganti, le ambientazioni e le atmosfere realistiche ma suggestive, le interpretazioni pregevoli (magistrale quella di Peter Falk). Ma soprattutto perché – credo di capirlo ancora meglio adesso – il protagonista/detective rivela  (oltre al fiuto, alla pazienza, al tatto) una qualità speciale: l’apparenza di una persona ingenua, trasognata, distratta, fondamentalmente innocua. Questa apparenza induce i suoi avversari a sentirsi fatalmente troppo sicuri di sé. Convinti della inettitudine di Colombo. E questa sicurezza li tenta, li sospinge irresistibilmente a compiere i passi falsi che li porterà prima o poi a tradirsi. Colombo, con la sua macchina sfasciata e il suo impermeabile liso, dà l’impressione di essere inoffensivo come il suo inseparabile bassotto. In realtà è un inesorabile cane da caccia pronto ad azzannare. Un ragno implacabile che tesse silenziosamente la sua tela. Ha qualcosa (sia detto con rispetto per il grande teatro antico) del dèmone tentatore della tragedia greca: attrae il colpevole sulla strada dell’errore, lo attira a percorrerla fino in fondo. E finalmente lo inchioda. È la presunzione di essere più astuti e più bravi di lui che frega puntualmente gli assassini. È questa hybris che Colombo conosce bene e vellica e incoraggia anche e soprattutto con la sua ingannevole e remissiva insignificanza esteriore. Questa è l’arma in più che egli usa contro il male. Come un dèmone contro un eroe della tragedia eschilea. Come un dio contro un uomo.

E tra dio e uomo – come sapevano bene i soliti greci – non c’è partita.

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ILIUPERSIS

Intorno a granai e forni

semivuoti della città

alta locuste prezzolate – occhi

d’Argo e visiera

abbassata – senza posa

circolano di ronda a difesa

d’ obese larve principesche

disavvezze al digiuno. Sibilano

nella piana pallottole e anatemi

contro le formiche

del deserto che ostinata

mente s’accampano da lustri

ai piedi delle mura a piluccar

molliche di scarto o croste

e a leccarsene persino

le punte delle dita.

Un giorno la rocca

inutilmente cadrà, quando

le locuste  ultime, anch’esse

saranno- succhiata l’anima molle

delle larve e masticati gli arsi

scheletri delle formiche –  vuote

armature e del pane non rimarrà

che sogno di un profumo nella

tempesta di sabbia.

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TALENTI E AMBIZIONI

Eh no, ragazzi: i vostri talenti – sì, certo – sono anche affare mio.

Ma le vostre ambizioni sono soltanto affari vostri.

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